[Questo post non parla di bang. Non parla di numeri. Non parla di sesso.
Ma è quanto di più personale io abbia mai scritto.
C'è molto, moltissimo me che affiora fra numeri e facezie, che traspare dalle oscenità.
Le persone, la Spagna, i rapporti, le metafore,
i recinti razionali di irrazionalità,
il ponderare valori, voleri e doveri,
il me ed il noi,
il potenziale egoismo della felicità e il certo autolesionismo di certo altruismo]
Ma è quanto di più personale io abbia mai scritto.
C'è molto, moltissimo me che affiora fra numeri e facezie, che traspare dalle oscenità.
Le persone, la Spagna, i rapporti, le metafore,
i recinti razionali di irrazionalità,
il ponderare valori, voleri e doveri,
il me ed il noi,
il potenziale egoismo della felicità e il certo autolesionismo di certo altruismo]
Il sesso è una partita a bang. Lei è lo sceriffo, ha 5 punti vita, un bazar di blu a terra e dieci whiskeys in mano. Tu sei un furilegge moribondo con in mano un duello e un sette di quadri. è un casino, gente, le carte non girano mai dalla tua, e tanti non puntano manco a vincere, ma almeno a sopravvivere alla prima mano.
Non so voi, signori, ma io sono a quota cinque doppi sensi.
Per noi maschietti è forse il paradosso piu' grande.
Buona parte del nostro cervello passa 24/7 a ripeterci sessosessosessosessosesso.. e quindi eiaculiamoci oltre il punto di non ritorno appena possibile, giusto?
EH NO! NO! è qui che sbagli (cit.)
Perché non ci sono seconde chances per gli usain bolt del sesso.
Ergo?
Proiettarsi altrove.
Svuotare la mente.
Pensare ad altro.
Ed ecco che dietro a due occhi languidi/arraposi parte un grand guignol del peggio del nostro peggio.
Non mi addentro nel merito perché non è nel mio metodo.
Vi giro un paio di righe del Sommo Chuck.
Per impedirmi di venire, immagino luoghi d'impatto di disastri aerei, immagino di calpestare merde. Con l'uccello che mi brucia, immagino foto fatte dalla polizia a rottami di macchine accartocciati, ferite da fucilata a bruciapelo. [..] Per impedirmi di venire, immagino le lezioni di anatomia del primo anno, immagino di dissezionare i due lembi del clitoride, le crura, ciascuno lungo più o meno quanto un dito indice. Immagino di dissezionare i corpi cavernosi, i due cilindri di tessuto erettile del pene. Recidevamo le ovaie. Asportavamo i testicoli. Impari a recidere tutti i nervi e a metterli da parte. I cadaveri che puzzano di formalina, di formaldeide. L'odore delle macchine nuove. Con queste immagini di cadaveri in testa puoi stantuffare per ore senza arrivare al capolinea.
Romantico, eh?
Fortunatamente non sono del giro.
Evito lo splatter per paura di crearmi dei ponti neurali indesiderati.
Di ricordare la mia prima volta come quando pensavo a Cecchi Gori.
(con Cecchi Gori tiri per ore).
Di guardare foto di ulcere in funzione del connubio.
Di trovarmi, un giorno, a realizzare che mio figlio è stato eiettato mentre pensavo ai bagni degli autogrill.
Io conto.
Tecnicamente, tabelline traslate.
Tipo 6,13,20,27,34,chissa'.
Serve a distrarmi, mi impegna relativamente poco cervello, nessun side effect permanente tipo le suddette associazioni palahniukke.
E se anche il numero 5040 talvolta mi causa durelli, le altre vecchiette in coda per comprare il formaggio non sembrano dispiacersene.
Peraltro, non posso immaginare il contatore à la Lost perchè penso a quando partono gli uccellini rossi e neri e mi angoscio addosso. Non immagino nemmeno contatori generici perché il mio cervello ci associa un DING! DING! DING! ad ogni scatto e mi sembra di fare sesso con un flipper. Il che mi eccita morbosamente e vanifica l'utilità prima del contatore stesso.
Certo, sul momento puoi fare le peggio cazzate.
(ometto sbuffi, bramiti e gnikigniki)
Tipo
Esultare quando arrivi a mille/diecimila/centomila, venire urlando cinquecentocinquantaquattromilaottantaquattro oppure ventisettemaavevopersoilconto, farle dei segni con l'uniposca blu sulle tette ogni cinquantamila, appendere al letto i tuoi cazzo di grafici in excel sull'andamento prestazionale stagionale, darsi al data mining più smodato.
Ok, è un farsi del male, un limitarsi, un tarparsi le ali, ma serve, o servirebbe, capire quando non è il momento per vivere. Essere sparato al di fuori dell'universo, intravedere lo scibile ed il fenomenico nella loro interezza quando sono al di là della portata di mano, Heisenberg, cazzo, sempre lui, lui e un po' Wiener, e poi trovarsi ad aizzare il grottesco contro il lineare e prendere un grosso respiro prima dei prossimi piccoli enormi respiri, invecchiare di dieci anni, aprire una pancia con un bisturi per rimuovere gli altri bisturi, demolire una cattedrale per ricostruirla piena di fiori e frutta e parole e numeri. E tartarughe.
Perché alla fine ti stai causando degli scompensi idraulici che ti faranno morire di embolia martedì se non di embolia lunedì, ma sticazzi, se vivi consapevole non puoi morire ignaro.











4 comments
Comment by Jager on 04/09/09 17.02
io c'ero.
sucate.
Comment by Anonimo on 04/09/09 18.40
Su Sommo Chuck ho esitato, per fortuna ho letto "Soffocare".
Non ho gradito il titolo a dir il vero.
Per il resto del post ho pensato solo a chi si infila rosari per il culo e alla mia speranza di riuscire per una volta ad avere Kit Carlson con una dinamite, se non rimani fottuto (ed io qualche birra la conservo sempre) hai buona probabilità di fottere.
Se arrivi a 2046 contando attento a non venire, potresti offendere il tuo senso estetico.
da 2047
Comment by Beppazzo on 04/09/09 21.30
A chi non è mai capitato di venire urlando un numero...periodico per giunta?
Comment by The_Dreamer on 05/09/09 12.01
Però comunque questo post è arte....
...o no?
unleash your scimmia ammaestrata