Come buona parte dei miei connazionali con QI a tre cifre (consistente peraltro in una trascurabile percentuale), coltivo il sogno di emigrare, espatriare, spedirmi in vacanza al confino.
Mi chiedo spesso cosa si potrebbe fare dell'Italia nel momento in cui mi trovassi finalmente a non averne più immediato bisogno.
Sarebbe carino riciclarla in qualcosa di vagamente utile, funzionale, gradevole ai sensi.
Sarebbe anche oltremodo carino nuclearizzarla, e facendo due conti i pro soverchiano i contro, ma ci sono un paio di persone che proprio mi spiacerebbe nebulizzare, e soprattutto troppi alberi e troppa arte per far sommariamente tabula rasa.
Quindi pensavo, potrebbe diventare una specie di zoo, un parco naturale in cui l'italiano medio è specie protetta, un Jurassic Park di ignoranza revisionista e cattolicizzata.
Mettiamo tipo dei gabbioni e noi altri svedesi/francesi/esuli andiamo in giro in jeep e ci meravigliamo dell'incredibile fauna umana che la fondazione Hammond e i fondi europei ci permettono di osservare e disprezzare.
Alla vostra destra un pugliese affaccendato nel mangiarsi le unghie dei piedi mentre su quel faggio un molisano sgrana il suo rosario. Laggiù, invece, si intravedono dei veneti intenti a guardare mediashopping mangiando ciò che si estraggono dal naso.
Dovremmo tenere un po' sotto controllo gli andamenti demografici, ma la gestione è banale.
Ingegnere, ci servono più italiani.
Apro i rubinetti della sangria. O quelli dei brasiliani.
Meno italiani, meno.
Apro i rubinetti dei preti. O quelli dell'amianto.
Io ovviamente non avrei tempo e voglia di gestire la cosa, ma potrei affidare tutto al campione mondiale di qualche videogioco gestionale tipo theme park o rollercoaster supercazzo manitù 2009. Visto che è con buona confidenza un coreano di dodici anni, non dovrei neanche pagarlo, gli darei semplicemente una copia delle chiavi della gabbia delle soubrettes.
A livello di spese di mantenimento degli italiani mi limiterei ad assecondate la tendenza all'omeostasi autarchica e isolazionista. Una specie di Truman Show peninsulare.
Panem et circensem, ma rigorosamente pay per view.
Magari clono un po' di Berlusconi, Costantino e Totti e li spargo per i villaggivacanza, affinché ognuno abbia la possibilità di leccare il suo preferito. Magari li modifico geneticamente facendo sì che sudino soma.
O che lo eiaculino, ci devo pensare.
Il merchandising farebbe il resto.
Anche se sicuramente antropologi di tutto il mondo sarebbero interessati al fenomeno, e potrei studiare qualche convenzione con università e centri ricerca.
Lascerei lanciare noccioline.
In pratica, a pensarci, non dovrei fare un cazzo se non lasciare le cose come sono.
E, da dentro la mia gabbia, mi chiedo perfino se avrebbe senso costruire gabbie.
[stream of minchiousness. mi riservo il diritto di smanacciarlo, somewhen else]











4 comments
Comment by Peyoz on 11/09/09 17.47
clap clap clap
Comment by Jager on 11/09/09 17.57
lascia così. fa già cagare abbastanza. il post, dico.
:)
Comment by Beppazzo on 11/09/09 21.14
Posso fare il tizio che apre i rubinetti? Posso? Posso?
Comment by silvia on 12/09/09 19.08
grazie per aver citato il molise. almeno sai che esiste.
unleash your scimmia ammaestrata